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Benvenuta primavera: ecco il calendario delle allergie stagionali di marzo

 

Marzo è il mese che segna il ritorno della primavera e, per molti, anche il ritorno delle allergie stagionali.

I sintomi principali sono i consueti, sempre ben riconoscibili: occhi arrossati, starnuti a raffica, naso che cola. Si stima che in Italia almeno una persona su tre, per un totale di circa venti milioni di persone, soffra di allergie stagionali, e che 1,2 milioni di questi siano bambini.

La ragione è naturalmente attribuibile alla presenza dei pollini, che ricompaiono a marzo dopo il periodo invernale e perdurano in molti casi fino a giugno, in una concentrazione particolarmente elevata soprattutto nelle giornate molto ventose o soleggiate.

Ma quali sono le fioriture di marzo che possono provocare allergie, conosciute anche con il nome di “pollinosi”?

Fermo restante che la presenza di pollini è influenzata non soltanto dal clima ma anche dalla diffusione della vegetazione sul territorio, e che quindi sarà superiore in alcune aree rispetto ad altre, i principali allergeni sono sempre i pollini anemofili, ossia aerotrasportati. A causa delle loro dimensioni molto ridotte, infatti, vengono inalati con facilità e penetrando nelle prime vie respiratorie, provocando la sintomatologia che ben conosciamo.

Dal momento che ogni tipo di polline è riconducibile a determinate piante, è importante che le persone che soffrono di allergie stagionali tengano sottomano il cosiddetto “calendario pollinico” (chiamato anche “bollettino pollinico”), nel quale vengono indicati i pollini allergenici nei diversi periodi dell’anno.

I calendari pollinici vengono elaborati dalle ASL territoriali o, in alternativa, dai Centri Nazionali di Aerobiologia e possono cambiare a seconda dell’area geografica proprio in considerazione della presenza più o meno marcata di determinate piante e dunque delle loro pollinazioni.

Il calendario delle allergie stagionali di marzo

Vediamo insieme quali sono, in linea generale, i pollini che possono provocare allergie durante il mese di marzo. Ricorda comunque che, per indicazioni più precise sulle pollinazioni presenti nella tua specifica regione o area geografica, occorre fare riferimento ai calendari pollinici aggiornati resi noti dalla locale ASL.

Marzo è il mese che segna il passaggio dall’inverno alla primavera. In questo periodo dell’anno, iniziano a comparire i pollini di piante come l’ontano, il nocciolo, il frassino, il pioppo e il salice. Con l’avvicinarsi di aprile, a questi pollini molto fastidiosi per le persone allergiche, si aggiungono anche quelli di platano, di betulla, di quercia e faggio.

Tenendo comunque presente che il periodo di fioritura delle piante non è necessariamente fisso, ma influenzato da fattori climatici come l’intensità delle piogge e la temperatura esterna, e quindi potenzialmente molto variabile, di seguito elenchiamo le piante i cui pollini possono provocare sintomatologie allergiche nel mese di marzo:

  • Paleo odoroso: questa Graminacea ha un periodo di pollinazione che va da marzo a luglio.
  • Gramigna delle vie: altra Graminacea con pollinazione tra febbraio e novembre.
  • Dente di Leone: è una pianta Composita che pollina da febbraio a novembre.
  • Margheritina: altra pianta Composita con pollinazione perenne.
  • Betulla: inizia la sua pollinazione a gennaio/febbraio per terminarla a maggio.
  • Ontano: è una Betulacea che pollina da febbraio ad aprile.
  • Parietaria: pianta Betulacea che pollina per la maggior parte dell’anno, ossia da febbraio a ottobre.
  • Platano: inizia la sua pollinazione a marzo per terminarla nel mese di maggio.
  • Pioppo e Salice: sono due Salicacee la cui pollinazione va da marzo a settembre.
  • Faggio: Cupilifera che inizia a pollinare nel mese di marzo per terminare a giugno.
  • Nocciolo: questa pianta Corilacea ha un periodo di pollinazione che inizia a gennaio e termina a marzo.
  • Cipresso: questa famosa Cupressacea inizia la propria pollinazione a gennaio e prosegue fino a maggio.
  • Mimosa e Robinia: entrambe hanno un periodo di pollinazione che va da febbraio fino a luglio.
  • Olmo: inizia la pollinazione a marzo per terminarla ad aprile.
  • Tasso: questa pianta comincia il proprio periodo di pollinazione a febbraio per terminarlo nel mese di maggio.
  • Tiglio: la sua pollinazione inizia a marzo e termina a giugno.

Come è facile notare, i pollini che possono provocare allergie nel mese di marzo sono davvero numerosissimi. La pollinosi è la forma allergica in assoluto più comune e può insorgere a qualunque età, anche se di solito inizia a comparire durante l’infanzia o l’adolescenza, in funzione di determinate predisposizioni genetiche. Questo significa che se i genitori sono soggetti sani, il rischio che i figli soffrano di allergie stagionali è piuttosto ridotto (tra il 10% e il 15%). Al contrario, se un genitore su due è allergico, la percentuale sale fino al 30% ed arriva al 60%-80% nel caso in cui sia la mamma che il papà soffrano di questa condizione.

Nonostante i pollini allergeni siano davvero tantissimi, quelli principalmente responsabili delle allergie stagionali di primavera sono le graminacee, le betulle, la parietaria, la mimosa e il cipresso, che scatenano quasi sempre una risposta immunitaria nei soggetti predisposti. Per quanto riguarda invece l’area geografica in cui le allergie stagionali si verificano più spesso, in cima alla lista c’è la Pianura Padana, e più in generale tutto il Nord Italia, a causa dell’ampia presenza di piante i cui pollini provocano tale reazione.

I sintomi della pollinosi, ossia l’allergia stagionale ai pollini

I sintomi delle allergie stagionali ai pollini possono essere confusi con quelli di un classico raffreddore: bruciore e rossore agli occhi, lacrimazione, naso chiuso, che prude o che cola, starnuti, tosse e difficoltà respiratorie.

Tuttavia, è importante ricordare che se tali sintomi si aggravano o persistono fino a condizionare la qualità della vita, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia: se le allergie stagionali vengono trascurate possono infatti trasformarsi in forme croniche con sintomatologie importanti come la rinosinusite e l’asma.

Per tutelarsi al meglio dalle allergie stagionali già a partire dal mese di marzo, è invece opportuno limitare il tempo trascorso all’aperto nelle ore centrali della giornata, quando la concentrazione di pollini è più elevata. Meglio anche evitare di spalancare le finestre nelle ore più calde: se, da un lato, un buon ricambio d’aria degli ambienti è sempre importante, dall’altro è bene evitare che grandi quantità di pollini penetrino negli ambienti interni.

Anche sostare troppo a lungo all’aperto dopo la pioggia potrebbe creare problemi nei soggetti allergici ai pollini, che saranno ridotti in frammenti ancora più piccoli e potranno quindi penetrare ancora più facilmente nelle vie respiratorie.

Infine, suggeriamo di evitare di passeggiare in luoghi in cui sia stata appena tagliata l’erba o, eventualmente, di indossare una mascherina a protezione di naso e bocca.

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