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Il benessere intestinale? Non è un miraggio!

 

I disturbi intestinali riguardano gran parte della popolazione, e si manifestano in modi vari ed eterogenei: gonfiore e tensione a livello addominale, stipsi o al contrario diarrea, meteorismo...

Non è semplice distinguere un disturbo intestinale “organico” che, cioè, in qualche modo altera l'integrità degli organi coinvolti, da uno di tipo “funzionale”, che non prevede alcuna anomalia né anatomica né di funzione fisiologica.

Ma aldilà degli esami diagnostici (esami del sangue, ma anche in certi casi ecografia addominale...), che potranno chiarirci le idee sulla tipologia di disturbo, è bene ricordare che un'alterazione della flora batterica è una condizione molto frequente e può dipendere da fattori comuni quali lo stress e l'ansia, oltre che dal tipo di alimenti che assumiamo quotidianamente con la dieta.

L'intestino infatti ospita una numerosa comunità microbica costituita da batteri, lieviti, parassiti e virus che insieme compongono il microbiota intestinale, fondamentale per assimilare il cibo e trasformarlo in energia ma anche per proteggerci da molte malattie rafforzando le difese immunitarie endogene. Oltre a svolgere queste importanti funzioni, l’intestino è anche detto “secondo cervello”, proprio perché l’apparato gastrointestinale contiene milioni di neuroni che lavorano insieme per generare le contrazioni ritmiche che lo fanno funzionare, la cosiddetta peristalsi. Si tratta di milioni di neuroni che sono estremamente sensibili, quindi, a sollecitazioni esterne quali lo stress, la stanchezza, l'agitazione, l'ansia, la depressione e la tensione emotiva...

Per tentare, allora, di ristabilire uno stato di equilibrio (eubiosi) a livello intestinale, in caso di disturbi funzionali e non organici, sarà bene porre attenzione alle nostre condizioni di benessere e serenità anche a livello mentale e psichico, cercando di risolvere problemi grandi e piccoli che potrebbero “pesare” anche sulla salute dell'intestino.

Contemporaneamente, sarà necessario agire per ripristinare l'eubiosi intestinale. Come? Innanzitutto prevedendo un'integrazione completa, quindi a base di probiotici e prebiotici e di attivi utili per mantenere la regolarità del transito intestinale e delle vie urinarie, quale il Cranberry (mirtillo rosso americano.

Mentre i probiotici sono quegli stessi microrganismi (batteri e lieviti),  per loro natura non patogeni, che popolano naturalmente la flora batterica intestinale, e  che  nelle giuste quantità e tipologie hanno la capacità di apportare beneficio alla salute dell’ospite (non a caso, il termine “probiotico” significa proprio “a favore della vita”), i prebiotici sono prevalentemente fibre non digeribili, contenute in alimenti o integratori specificamente formulati per rinforzare l’ecosistema intestinale e favorire la crescita dei batteri utili allo sviluppo della microflora.

Tra i batteri più efficaci, Bifidobacteria e Lactobacilli, che producendo metaboliti come l'acido lattico che acidifica l'ambiente intestinale, migliorano l'assorbimento di minerali e acqua e inibiscono la colonizzazione da parte di ceppi batterici patogeni. Tra i probiotici, meglio quelli “tindalizzati”(heat-killed in letteratura), ovvero sottoposti a trattamento termico che li sterilizza senza però alterarne le funzioni benefiche e l'efficacia probiotica. Esperienze consolidate nell’uso di batteri Tindalizzati dimostrano che il loro apporto costituisce la “base” su cui, a livello intestinale, si ricostituisce un substrato adatto alla ricolonizzazione della flora simbiotica e contemporaneamente si determina un contrasto all’insediamento e allo sviluppo di tutti i ceppi patogeni o dannosi grazie alla capacità di regolazione sul pH intestinale. Tra i prebiotici di ultima generazione, invece, troviamo anche i gluco-oligo-saccaridi ottenuti da zuccheri naturali dopo processi di sintesi enzimatica.

Anche i Nucleotidi, composti intracellulari a basso peso molecolare, in grado di esplicare effetto diretto sul mantenimento dell'integrità della mucosa intestinale, aumentandone lo spessore, l'altezza del villio e l'attività degli enzimi specifici del bordo (maltasi, sucrasi e lattasi), e inoltre facilitando il turnover delle cellule intestinali e la crescita di fattori utili a livello di riparazione della mucosa, sono utilissimi per il benessere dell'intestino.

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