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I disturbi del climaterio, come affrontarli in serenità

 

In genere il climaterio, ossia quella fase che precede, accompagna e segue la menopausa, è caratterizzata da una serie di disturbi più o meno accentuati in ciascuna donna: vampate, palpitazioni, sudorazione eccessiva, insonnia, secchezza vaginale e calo della libido, ma anche irritabilità e sbalzi d'umore, oppure depressione lieve.

La frequenza, la durata e l'intensità di questa “sindrome del climaterio”, così come anche il presentare solo alcuni piuttosto che tutti i sintomi, è condizione abbastanza variabile e personale. Intorno ai 50 anni, di media, si iniziano ad avvertire, insieme a disordini e irregolarità del ciclo mestruale, anche questi disturbi, veri e propri segnali del fatto che il corpo si sta preparando ad entrare in una nuova fase biologica che porterà le ovaie a riposo per via del calo fisiologico degli ormoni sessuali, estrogeni in particolare.

Le donne, quando entrano in menopausa, possono infatti ritrovarsi con problemi di osteoporosi, subendo una naturale perdita di densità ossea dovuta al cambiamento ormonale, e spesso commettono l'errore di voler integrare a livello dietetico il calcio, con un’alimentazione a base di cibi ad alto contenuto proteico, quali ad esempio i formaggi stagionati. Questa scelta può però essere controproducente, poiché durante la  metabolizzazione di alimenti ad alto contenuto proteico, si producono grandi quantità di scorie acide che andranno in qualche modo metabolizzate. Per neutralizzate quindi a livello organico l’acidosi (accumulo di scorie acide) dovuta all'alta quota proteica contenuta nei derivati del latte, viene allora sottratto calcio proprio alle ossa, sotto forma di bicarbonati, andando ad infragilire ancor più la struttura delle ossa.

Anche l'indice di rischio cardiovascolare aumenta bruscamente dopo l'esordio della menopausa, perché viene meno l'effetto protettivo degli estrogeni sul cuore. In età fertile, infatti, gli ormoni femminili regolano in senso positivo l'assetto metabolico, e quindi anche il rapporto tra colesterolo “buono” e quello “cattivo”. Inoltre, la variazione di peso corporeo che si verifica quando gli estrogeni diminuiscono, e l'aumento del grasso a livello viscerale  influiscono negativamente sulla salute del cuore, predisponendo a problemi cardiovascolari seri -ictus, infarti, ischemie, ipertensione arteriosa- che, soprattutto nell'ultimo decennio, hanno condotto le donne ad un primato di genere ben poco allettante:  se le malattie cardiovascolari si presentano infatti nel genere femminile con un ritardo di almeno 10 anni rispetto alla controparte maschile, è pur vero che rappresentano la prima causa di mortalità in Italia in entrambi i sessi, pesando addirittura per il 38,8% sulle donne e per il 32,5% negli uomini.

Per tenere sotto controllo piccoli e grandi disturbi del climaterio, ma anche per cercare di entrare in menopausa in salute, cercando di limitare l'incidenza e l'impatto delle patologie anche gravi che vi potrebbero essere correlate, oltre a seguire un'alimentazione corretta, ricca di antiossidanti e sostanze benefiche e a praticare regolare attività fisica, potrebbe essere utile un'integrazione a base di fitoestrogeni, sostanze di origine naturale, derivate da piante, simili agli estrogeni sia per struttura che per funzione. Tra i fitoestrogeni, sicuramente gli isoflavoni del trifoglio rosso sono di ottima qualità, risultando essere efficaci non soltanto in menopausa e nella sindrome del climaterio, ma anche nella sindrome premestruale. Il trifoglio rosso è una piantina che produce tre foglie su un unico stelo con il caratteristico fiore violetto. In diverse epoche culturali, sicuramente nel mondo greco-romano, era considerato un portafortuna, capace di proteggere dagli spiriti maligni, fama poi rinnovata in epoca cristiana quando le tre foglioline erano viste come una rappresentazione della Trinità. Cresce spontaneamente quasi ovunque, dalla pianura all’alta montagna, ed è utile per contrastare i disturbi del climaterio e della menopausa grazie alla sua eccezionale composizione.

Oggi sappiamo infatti che gli isoflavoni del trifoglio rosso sono la fonte naturale di fitoestrogeni più ricca e pregiata oltre che maggiormente bio-disponibile e dunque meglio assimilabile dall’organismo, risultando fino a 45 volte più attivi della soia. Mentre la soia contiene infatti solo due isoflavoni (genisteina e daidzeina), il trifoglio rosso ne contiene ben quattro (gli altri due sono biochanina A e formononetina), la cui azione sinergica  ne aumenta l'efficacia. Cosa importante da sottolineare, quando si parla di assunzione di ormoni, seppur naturali, è l’assenza di effetti collaterali. Non si ha aumento del rischio oncologico, né  aumento di peso. I fitoestrogeni, alternativa naturale e sicura alla terapia ormonale di sintesi per controllare i sintomi più o meno gravi della menopausa, rappresentano una soluzione “naturale” valida in menopausa, con benefici effetti anche sulle problematiche a lungo termine legate alla salute del tessuto osseo e del sistema cardiovascolare e, inoltre,  privi di effetti collaterali.

La loro azione è stata descritta in centinaia di studi scientifici che ne confermerebbero l'efficacia nel contrastare vampate, insonnia e disturbi dell’umore, oltre che la funzione protettiva verso l’apparato cardiovascolare, osteoarticolare e neuronale.

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