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Gli acidi grassi polinsaturi nei disturbi del neurosviluppo

I disturbi dello sviluppo neurologico non rappresentano un’evenienza rara per i medici pediatri, i quali sono ben consapevoli che tali problematiche dovrebbero essere sempre gestite con un approccio multiprofessionale.

Qualche cenno sui disturbi del neurosviluppo

I disturbi dello sviluppo neurologico emergono generalmente durante la scuola primaria, nel corso della quale iniziano a manifestarsi difficoltà nell’apprendimento della lettura, nell’espressione verbale corretta, nella socializzazione e nella relazione con gli altri.

In considerazione della varietà e del numero dei disturbi del neurosviluppo, anche le manifestazioni cliniche potranno essere diverse. In linea generale, tali problematiche sono caratterizzate dalla presenza di deficit del funzionamento scolastico, personale o sociale, che potrà spaziare da limitazioni contenute e molto specifiche fino a casi di compromissione globale e aspecifica.

Tra i più comuni disturbi dello sviluppo neurologico figurano:

  • le disabilità intellettive: caratterizzate da deficit delle capacità mentali generali quali problem solving, ragionamento, pianificazione, pensiero astratto, apprendimento dall’esperienza scolastica, capacità di giudizio e funzionamento adattivo;
  • i disturbi della comunicazione: ossia relativi al linguaggio, alla comunicazione sociale, alle abilità fonetiche e fonologiche, disturbi della fluenza, intesi come deficit relativi all’eloquio e alla comunicazione sociale;
  • I disturbi dello spettro autistico: intesi come deficit persistenti della comunicazione e dell’interazione sociale in molteplici contesti, inclusa la reciprocità sociale e la comunicazione non verbale tipica delle relazioni interpersonali. È inoltre tipicamente presente un repertorio di interessi, comportamenti o attività limitate e ripetitive;
  • il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD): comporta livelli invalidanti di disorganizzazione e disattenzione e si caratterizza non solo per l’iperattività, ma anche per una marcata impulsività unita ad agitazione, incapacità di attesa e intromissione nelle attività altrui;
  • il disturbo specifico dell’apprendimento: sono presenti carenze specifiche nella percezione o nell’elaborazione accurata ed efficiente di informazioni. Le prime manifestazioni di tale disturbo avvengono in età scolastica;
  • i disturbi del movimento: si tratta di una categoria che comprende il disturbo dello sviluppo della coordinazione (deficit nell’acquisizione ed esecuzione di attività motorie coordinate), il disturbo da movimento stereotipato (che comporta movimenti ripetitivi privi di finalità specifica) e i disturbi da tic motori o vocali.

Scarica la pubblicazione scientifica   “Poly-Unsaturated Fatty Acids in ADHD and   in Other Neuropsychiatric Conditions: A Multiple Case Presentation”

Il ruolo degli acidi grassi polinsaturi

Gli acidi grassi polinsaturi possono essere utilizzati come supplemento nella dieta di bambini con disturbi dello sviluppo neurologico, specialmente in casi di carenza di acidi grassi essenziali, eventualmente anche in combinazione con una terapia farmacologica definita dallo specialista.

È bene infatti ricordare che circa il 35% del cervello umano è costituto da fosfolipidi che contengono proprio acidi grassi polinsaturi i quali arricchiscono le membrane neuronali, la cui integrità garantisce l’adeguata trasmissione degli impulsi nervosi.

In questo senso, quindi, e in virtù dei risultati incoraggianti delle ricerche più recenti, la supplementazione con acidi grassi polinsaturi in soggetti con disturbi dello sviluppo neurologico potrebbe portare benefici.

Scarica la pubblicazione scientifica   “Poly-Unsaturated Fatty Acids in ADHD and   in Other Neuropsychiatric Conditions: A Multiple Case Presentation”

La ricerca scientifica

Se da un lato il potenziale effetto benefico degli acidi grassi polinsaturi è stato evidenziato dalla più recente letteratura scientifica, dall’altro sono attualmente ancora carenti le linee guida che ne descrivano l’utilizzo nella pratica terapeutica quotidiana.

Nella pubblicazione scientifica disponibile a corredo di questo articolo sono descritti quattro case report che evidenziano la possibile integrazione di acidi grassi polinsaturi nella gestione di bambini affetti da ADHD.

Nello specifico, la pubblicazione fa riferimento a bambini troppo piccoli per poter essere sottoposti a trattamenti farmacologici per l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività); bambini con disturbi dello sviluppo neurologico aspecifici; bambini i cui genitori rifiutano di dare il consenso al trattamento per l’ADHD e bambini per il quali il metilfenidato non si rivela sufficiente.

L’indagine, intitolata “Poly-Unsaturated Fatty Acids in ADHD and in Other Neuropsychiatric Conditions: A Multiple Case Presentation”, è stata condotta dall’Unità di Ricerca in Psicopatologia dello Sviluppo della Fondazione IRCCS Mondino, a Pavia.

Scarica la pubblicazione scientifica   “Poly-Unsaturated Fatty Acids in ADHD and   in Other Neuropsychiatric Conditions: A Multiple Case Presentation”

Inoltre, è disponibile una raccolta di evidenze scientifiche messa a punto per approfondire la ricerca scientifica internazionale circa l’utilizzo degli Acidi Grassi Polinsaturi nel mantenimento della normale funzione cerebrale.

La raccolta contiene:

  • una prefazione sul fabbisogno di PUFAs in età pediatrica
  • ricerche e approfondimenti sui principali disturbi a livello cerebrale
  • ricerche e approfondimenti su casistiche di bambini con disturbi correlati all’ADHD
  • ricerche e approfondimenti su bambini in età scolare e prescolare
  • prospettive di ricerca clinica sugli Omega-3 su giovani sani
  • metanalisi e review.

Scarica la letteratura scientifica   “Acidi grassi e neurosviluppo”

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