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Il legame tra equilibrio intestinale ed equilibrio immunitario

I probiotici sono integratori costituiti da batteri fisiologici, ossia microrganismi naturalmente presenti all’interno dell’intestino crasso. Tali batteri hanno la capacità di raggiungere quest’organo per poi creare colonie indipendenti e svolgono una triplice funzione:

  • difendono la mucosa dai batteri patogeni grazie al cosiddetto processo di antagonismo biologico
  • producono vitamine e altre molecole utili all’organismo
  • ottimizzano la funzionalità del colon, riducendo il pH fecale.

Tuttavia, non tutti i batteri sono fisiologici, esattamente come non tutti gli alimenti contenenti microrganismi possono essere definiti probiotici. Perché un alimento o un integratore possa essere considerato tale, dovrà vantare caratteristiche di biocompatibilità con l’intestino e resistenza al pH gastrico.

Guarda il video di approfondimento del dott. Federico Culzoni, Patologo  Clinico e Farmacista

La colonizzazione della flora batterica intestinale e il microbiota

La colonizzazione della flora batterica intestinale inizia al momento della nascita, con il passaggio nel canale del parto, per poi strutturarsi con ogni poppata del neonato. Veicolati dal latte, i batteri volatili, presenti sul seno materno, raggiungono il lume intestinale colonizzandolo.

La predominanza di un ceppo batterico rispetto a un altro è il risultato dell’interazione tra anticorpi prebiotici, contenuti nel latte materno, e microrganismi ambientali: ciò significa, in sintesi, che la flora batterica intestinale è soggettiva e influenzata sia dalla genetica (anticorpi e prebiotici secreti dalle ghiandole mammarie) sia dall’ambiente circostante. È grazie ad essa che si struttura il microbioma personale.

Con il termine microbiota si definisce l’insieme di tutti i microrganismi ospiti del nostro corpo, ossia batteri, virus, funghi e protozoi. Il microbioma identifica, invece, il patrimonio genetico di questi batteri.

I microrganismi del microbiota intestinale vivono, in condizioni ideali (ossia l’eubiosi), in uno stato di equilibrio perfetto con le cellule dell’organismo, come spiega il Dr. Giorgio Trinchieri, direttore del programma di ricerca su infiammazione e cancro presso il National Institute of Health di Bethesda, negli Stati Uniti: «Essi trovano di che cibarsi e in cambio svolgono funzioni utili come favorire la digestione degli alimenti e sintetizzare le vitamine. L'interazione del microbiota con il sistema immunitario è ovviamente un fattore cruciale in questo equilibrio: il sistema immunitario influisce sulla colonizzazione dell'intestino da parte dei microbi, che, a loro volta, influenzano il comportamento dei globuli bianchi».

In termini pratici, ciò significa che il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario nel suo complesso è fortemente correlato all’efficienza del nostro intestino.

Guarda il video di approfondimento del dott. Federico Culzoni, Patologo  Clinico e Farmacista

Quanto è importante utilizzare probiotici per favorire l’equilibrio del microbiota intestinale

L’omeostasi immunitaria, la protezione del microbiota intestinale e il ripopolamento dell’intestino a seguito di perturbazioni che ne alterano lo stato di eubiosi (generando disbiosi, ossia squilibrio). Ecco quindi che l’assunzione di probiotici si rivela una strategia efficace laddove vi siano manifestazioni di squilibrio intestinale, ad esempio in caso di diarrea, che indica la presenza di un’aggressione microbica o di elementi tossici che l’intestino sta cercando di espellere.

L’integrazione giocherà un ruolo cruciale nell’eliminazione più rapida di questi “fattori perturbanti”.

Al fine di mantenere il microbiota intestinale in condizioni di eubiosi, ossia di equilibrio, è indispensabile mantenere numericamente dominanti i batteri eubiotici rispetto alle popolazioni indesiderate. Per questa ragione, si creano nicchie ecologiche che realizzano e garantiscono effetti probiotici sia nutrizionali sia terapeutici.

L’elevata concentrazione è necessaria a garantire la sopravvivenza dei ceppi durante il transito nel primo tratto dell’intestino, per sua natura caratterizzato da un pH molto diverso rispetto a quello dei batteri somministrati. Il riequilibrio a carico del microsistema dell’intestino non è soltanto il risultato dell’azione di una singola specie di batteri, quanto piuttosto dell’interazione tra diverse specie/ceppi su alcune attività metaboliche dell’organismo.

In sintesi, ciò significa che l’utilizzo di un solo ceppo di batteri non è in grado di assicurare efficacia su tutti gli organismi, poiché a livello intestinale potrebbero generarsi condizioni di competizione da parte di altri microrganismi.

L’assunzione di prebiotici è sempre utile laddove la sintomatologia indichi un’alterazione a carico della funzionalità del colon: i due esempi più comuni sono diarrea e irregolarità intestinale. L’integrazione è anche consigliata dopo una terapia antibiotica, mentre nel corso del trattamento antibiotico è suggerito l’utilizzo di prebiotici funzionali come Disbioline Ld1® junior e Disbioline LD2®.

Per quanto riguarda questi ultimi, l’assunzione è consigliata per almeno tre/quattro settimane così da permettere un adeguato supporto all’intestino crasso. In caso di sintomi acuti, si suggerisce l’assunzione di due compresse al giorno fino alla scomparsa del disturbo, continuando poi per altri dieci giorni circa.

Guarda il video di approfondimento del dott. Federico Culzoni, Patologo  Clinico e Farmacista

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NAMED® è un’azienda specializzata in integrazione a base di estratti vegetali e ingredienti di origine naturale, che propone una vasta gamma di prodotti finalizzati a regolare il naturale equilibrio dell’organismo, migliorando il benessere fisico,emotivo e mentale della persona. Propone, sia al consumatore finale sia agli specialisti Medici e Farmacisti, integratori alimentari ricercati, diffondendo al contempo una sana e corretta cultura dell’integrazione. I pilastri dell’eccellenza NAMED® si fondano su valori etici come formazione, ricerca scientifica e informazione.