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Il manifesto della lunga vita - La rivoluzione della medicina predittiva NOVITA` 2008
Copertina Presentazione
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Le emozioni non invecchiano. Se ci stiamo abituando a una longevità sempre maggiore dei sentimenti e delle passioni continuiamo però ad associare al trascorrere degli anni il deterioramento fisico e la sofferenza. Tuttavia, è in atto una vera e propria rivoluzione della medicina: nel giro di pochi decenni potremo varcare tutti la soglia delle cento primavere, per giunta in buona salute. Ecco lo straordinario messaggio di questo libro che ci conduce alle frontiere della medicina predittiva e rigenerativa. La durata media della vita umana nell’ultimo secolo si è quasi triplicata. Ma da quando nel 1953 è stata scoperta la struttura a doppia elica del DNA la biologia ha fatto passi da gigante. E il suo intersecarsi con la scienza dell’informazione e con le nanotecnologie ha generato un fiume di altre scoperte e nuove branche della medicina. Si sono create così le condizioni per un ulteriore notevole allungamento della vita. L’incisività delle più gravi malattie resta però ancora alta e la nostra vulnerabilità aumenta parallelamente all’età anagrafica, tanto da rendere sempre meno sostenibile il costo della sicurezza sociale. Ancora oggi non si può dire che esista la medicina in grado di prevedere il morbo con largo anticipo permettendo così ad altre branche delle scienze mediche di intervenire prima che esso si manifesti o venga anche solo incubato. Il futuro è già iniziato: fin da oggi, infatti, rivelano gli autori, è possibile analizzare su vasta scala una goccia di sangue o di saliva per individuare le malattie contraibili in futuro e scongiurarle subito con cure di tipo genico, né invasive né molto costose. Nell’arco di alcuni decenni sarà possibile inserire nel corpo microrobot computerizzati contenenti il nostro codice genetico e nanorobot capaci di monitorare i pericoli in agguato e di eliminarli tempestivamente sia rilasciando i farmaci più opportuni sia provvedendo materialmente alle «riparazioni» necessarie. Questo libro affascinante – frutto delle conoscenze più avanzate e a cui hanno collaborato i più quotati scienziati a livello internazionale – apre nuovi orizzonti sul fronte della qualità della vita psicofisica e svela quali possono essere le reali aspettative dei prossimi anni.

Il professor Paolo Marandola, laureato in Medicina all’Università di Pavia e specialista in Chirurgia Generale e poi in Urologia, ha studiato e operato tra Londra, Boston e Montreal, dove ha collaborato con l’équipe del premio Nobel Joseph E. Murray. Rientrato in Italia, creò, nel 1969, al Policlinico San Matteo di Pavia, il primo Laboratorio Sperimentale di Trapianto di Organi, dal quale nacquero alcuni dei migliori trapiantatori di organi, ancora oggi in attività in Italia. Trasferitosi in Canada, si stabilì poi in Africa per quindici anni spesi tra Uganda, Somalia, Zambia e, infine, Sud Africa. Rientrato nella Facoltà di Medicina e al Policlinico San Matteo di Pavia, ha continuato a introdurre innovazioni scientifiche e tecnologiche, testimoniate da oltre 300 pubblicazioni scientifiche e 200 relazioni congressuali. Nel 1995 ha dato vita alla Fondazione Scarpa-Gaia (di cui è presidente), dedicata, prima agli Studi dell’Invecchiamento Maschile e, poi, alla Medicina Antinvecchiamento. È Presidente di una Onlus-ONG che ha messo a punto un modello strategico per la lotta all’AIDS e opera in Zambia e Uganda. È attualmente Professore di Urologia presso l’Università di Pavia e Professore Onorario di Urologia presso l’Università di Pechino e l’Università di Lusaka.

Il professor Francesco Marotta, laureato in Medicina presso l’Università di Catania, ha studiato all’Università di Chicago e si è specializzato in Gastroenterologia ed Endoscopia sempre a Catania. Ha trascorso quattro anni all’ospedale di Groote-Schuur di Cape Town, dove si è occupato di malattie del pancreas producendo lavori scientifici innovativi. Si è poi trasferito in Giappone dove ha acquisito pionieristiche tecniche di endoscopia e ha seguito la carriera accademica. Ha compiuto studi in ambito di stress ossidativo e di biologia molecolare dei prodotti naturali. Unico europeo con un PhD giapponese, ha vinto una fellowship del Ministero della Scienza presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Tokyo. È Visiting Professor in ambito di nutraceutici, stress ossidativo e invecchiamento presso le migliori università asiatiche. Tornato in Italia, continua a dirigere un centro di ricerca in Giappone. Insegna queste tematiche presso l’Università di Milano. È autore di circa 100 pubblicazioni scientifiche e vincitore di numerosi premi. Dirige una rivista internazionale ed è responsabile dei rapporti scientifici con l’Asia per l’Associazione Italiana Studio Pancreas.

«L’immortalità non interessa alla scienza: il suo fine non è allungare il tempo dell’esistenza, ma il tempo senza sofferenza e dolore, e quindi garantire la migliore qualità di vita al maggior numero possibile di persone.
 Con questo intento si è sviluppata la medicina antiaging, nata dalle conoscenze del DNA, che ha l’obiettivo di mantenere il più a lungo possibile la giovinezza delle nostre cellule (o almeno di alcune) per evitare e prevenire le malattie degenerative legate all’invecchiamento, con il risultato di aumentare anche la durata della vita. Si tratta di una rivoluzione silente che sta trasformando culturalmente la medicina da esclusivamente ‘terapeutica’ in ‘predittiva’, e che è descritta con grande profondità e ricchezza di spunti di riflessione dai contributi sul tema raccolti con sapienza e creatività da Paolo Marandola e Francesco Marotta in questo ‘manifesto della lunga vita’.
 Ma se in base al nostro DNA potremmo vivere in media 120 anni, è giusto spingersi fino al limite?
 Pur accettando ‘scientificamente’ la fine della vita, non vedo perché dovremmo opporci ‘eticamente’ a un suo prolungamento in condizioni di lucidità di pensiero e autonomia fisica. Se una persona sarà in grado di godere della propria esistenza e contribuire alla cultura e alla ricchezza della comunità in cui vive, non c’è ragione di temere un mondo più longevo. E se il pensiero scientifico ci aiuta a non avere paura della morte, tanto più ci può aiutare a non avere paura della vita: la più lunga e la più sana possibile.»

Dalla Prefazione di UMBERTO VERONESI

Prezzo € 18,50 Autore Paolo Marandola - Francesco Marotta
Edizione Sperling & Kupfer N° di pagine 533
 
 
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