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Anti age
Esercizio fisico e forma fisica
Negli ultimi 10-15 anni, il tempo dedicato allo sport è andato progressivamente estendendosi, nella consapevolezza che l’attività fisica possa rivestire un ruolo fondamentale sulla nostra qualità di vita.
La pratica sportiva è solitamente svolta al fine di conseguire un buon livello di forma fisica o un soddisfacente modellamento del corpo o per agonismo (anche solo amatoriale).
Qualunque sia la finalità, da un punto di vista medico, appare assolutamente evidente che vi è ancora grande confusione su come l’attività sportiva possa e debba essere svolta.
Soffermiamoci sul concetto di “forza muscolare”. La forza muscolare va usata o si finisce inesorabilmente per perderla con il progredire dell’età.
Che la forza diminuisca con il passare degli anni è un fatto ampiamente documentato cosi come sono sotto gli occhi di tutti le gravi implicazioni che un calo della forza e della massa muscolare può portare alla salute. Osteoporosi, cadute, fratture, perdita dell’autonomia: sono soltanto alcune delle conseguenze evitabili con un programma di attività fisica che contempli, con il passare degli anni un allenamento della forza.
Così la moderna medicina anti-invecchiamento, riconoscendo fra le cause di questo declino lo scarso uso dei muscoli tipico del trascorrere degli anni e favorito dalla vita sedentaria e da squilibri nutrizionali, è passata al contrattacco, dettando le regole per prevenirlo con un adeguato programma di allenamento.
Fino ad oggi era piuttosto raro, nell’età matura e nelle persone anziane veder attuato un allenamento della forza, soprattutto per supposti rischi traumatici. Per questo si è sempre data la priorità ad esercizi di tipo aerobico. Inoltre si è spesso ritenuto che il muscolo dell’anziano rispondesse meno all’allenamento in termini di adattamento funzionale, rispetto al muscolo del soggetto giovane. Nulla di più sbagliato, in quanto esistono ormai numerose ricerche scientifiche che indicano in maniera indiscutibile come, allenando la forza con esercizi di potenziamento, si ottengano miglioramenti estremamente validi a tutte le età.
E’ stato condotto uno studio anche in nove soggetti tra gli 87 e i 96 anni, allenando per otto settimane con tre sedute settimanali il muscolo quadricipite (quello localizzato in corrispondenza della nostra coscia anteriore), ottenendo un incremento medio della forza del 174 per cento! In termini assoluti il peso sollevato dalla gamba destra passava da 8 a 20,6 chilogrammi e quello della gamba sinistra da 7,6 a 19,3 chilogrammi (Fiatarone M.A. et al, Jama 1990).
Un altro dato interessante di questo studio erano i miglioramenti ottenuti da un punto di vista della mobilità articolare. I soggetti si muovevano meglio, si alzavano più velocemente dalla seggiola, camminavano di più, alcuni potevano abbandonare il bastone.
E’ chiaro che tali miglioramenti vanno mantenuti proseguendo le sedute di allenamento. Come per ogni qualità fisico-atletica allenabile bastano poche settimane di sedentarietà per regredire ai livelli di partenza. In linea di massima infatti il cinquanta per cento dei benefici viene perduto con sole tre settimane di disallenamento.
Che l’esercizio fisico correttamente eseguito sia in grado di rallentare il calo delle funzioni fisiologiche, di aumentare la longevità e di ridurre il rischio di mortalità è un dato ampiamente acquisito dalla comunità scientifica internazionale. Molto spesso però la promozione dell’attività fisica viene portata avanti in termini approssimativi senza entrare nel dettaglio dei componenti della “forma fisica”: quasi sempre non si dice che un allenamento, per dare i migliori risultati, deve essere completo e quindi debbano essere allenate la resistenza cardiorespiratoria, la flessibilità, la forza, l’equilibrio e la coordinazione. Ognuna di queste componenti gioca un ruolo fondamentale nel preservare la funzionalità globale, nel ridurre il rischio di patologie croniche e nel ridurre il progredire dell’inabilità con l’età.
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